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Le esplorazioni
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La storia delle
esplorazioni delle Grotte di Stiffe, se escludiamo
occasionali escursioni avvenute sicuramente nei
secoli, inizia solo nel secolo scorso, e
precisamente nel 1903, quando i progettisti della
futura centrale idroelettrica effettuarono i primi
sopralluoghi, dei quali resta una ricca
documentazione fotografica all'interno del Museo di
Speleologia. |
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Dopo l'abbattimento
della diga che chiudeva la grotta, nel 1956,
iniziarono le esplorazioni del Circolo Speleologico
Romano che giunse ad individuare la cavità da cui
proveniva l'acqua alla sommità della prima cascata,
ad oltre 20 metri di altezza. |
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Nel 1959 e nel 1960,
prima il Circolo Speleologico Marchigiano, poi il
Gruppo Speleologico URRI di Roma, prolungano il
limite estremo della grotta conosciuta,
oltrepassando la prima parete ed addirittura la
seconda, ma devono fermarsi dinanzi al primo sifone. |
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Per quasi 20 anni
nulla fu fatto per oltrepassare la galleria
allagata, fin quando, nel 1991 Sergio Gilioli, del
Gruppo Speleologico Aquilano, si immerse nelle
gelide acque, ottenendo però dei risultati solo
parziali; i tempi, però, erano ormai maturi e
nell'agosto del 1994 due speleosub francesi, Bruno
Maurice e Vincent Durand, appositamente contattati
dal Gruppo Speleologico Aquilano, effettuarono la
storica immersione, esplorando 800 metri di grotta. |
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Da allora le
immersioni si moltiplicarono, permettendo di
ottenere grandi risultati: nell'ottobre 1994 Maurice
e Durand, con l'aquilano Panzanaro, effettuarono una
dettagliata operazione topografica, nel 1995, con
Gilioli, raggiunsero il secondo sifone, che fu
sorpassato nel 1997, quando fu scoperto ed
oltrepassato anche il terzo sifone.
Attualmente le esplorazioni sono ferme sul limitare
di una grande galleria orizzontale diretta verso
l'ignoto! |
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Le foto
presenti non sono di alto livello qualitativo, ma va
considerata la situazione estrema in cui sono state
scattate e l'attrezzatura, che per forza di cose deve
essere ridotta all'essenziale.
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