ANCHE SE CON L'EVENTO SISMICO DEL 6 APRILE 2009 LA GROTTA NON HA RIPORTATO DANNI, IN ATTESA DEL RIPRISTINO DEI SERVIZI ESTERNI, IL COMPLESSO TURISTICO DLLE GROTTE DI STIFFE RIMARRA' CHIUSO. COMUNICHEREMO AL PIU' PRESTO LA DATA DI RIAPERTURA.
 

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Le esplorazioni

 

La storia delle esplorazioni delle Grotte di Stiffe, se escludiamo occasionali escursioni avvenute sicuramente nei secoli, inizia solo nel secolo scorso, e precisamente nel 1903, quando i progettisti della futura centrale idroelettrica effettuarono i primi sopralluoghi, dei quali resta una ricca documentazione fotografica all'interno del Museo di Speleologia.

 

Dopo l'abbattimento della diga che chiudeva la grotta, nel 1956, iniziarono le esplorazioni del Circolo Speleologico Romano che giunse ad individuare la cavità da cui proveniva l'acqua alla sommità della prima cascata, ad oltre 20 metri di altezza.

 

Nel 1959 e nel 1960, prima il Circolo Speleologico Marchigiano, poi il Gruppo Speleologico URRI di Roma, prolungano il limite estremo della grotta conosciuta, oltrepassando la prima parete ed addirittura la seconda, ma devono fermarsi dinanzi al primo sifone.

 

Per quasi 20 anni nulla fu fatto per oltrepassare la galleria allagata, fin quando, nel 1991 Sergio Gilioli, del Gruppo Speleologico Aquilano, si immerse nelle gelide acque, ottenendo però dei risultati solo parziali; i tempi, però, erano ormai maturi e nell'agosto del 1994 due speleosub francesi, Bruno Maurice e Vincent Durand, appositamente contattati dal Gruppo Speleologico Aquilano, effettuarono la storica immersione, esplorando 800 metri di grotta.

 

Da allora le immersioni si moltiplicarono, permettendo di ottenere grandi risultati: nell'ottobre 1994 Maurice e Durand, con l'aquilano Panzanaro, effettuarono una dettagliata operazione topografica, nel 1995, con Gilioli, raggiunsero il secondo sifone, che fu sorpassato nel 1997, quando fu scoperto ed oltrepassato anche il terzo sifone.

Attualmente le esplorazioni sono ferme sul limitare di una grande galleria orizzontale diretta verso l'ignoto!

Le foto presenti non sono di alto livello qualitativo, ma va considerata la situazione estrema in cui sono state scattate e l'attrezzatura, che per forza di cose deve essere ridotta all'essenziale.

 

 


 

 

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